linea colorata di divisione
image

WWW.TRADITIO.NET
Il sito italiano che abita in Scozia

image

english flag English version
LEGGI ANCHE:
Cucina, marchi, prodotti rari
Prodotti e formaggi DOP
Vini DOC
Vini DOCG
Prodotti IGP
Prodotti IGT/SGT
Prodotti biologici e marchi

Formaggi
Ricette
Ricette classiche scelte e loro origine
Panettone
Risotto alla milanese
Carbonara
Bucatini alla Matriciana
Piadina
Pizza
novita' Baccala' alla vicentina
Ricette per bambini ristorante per bimbi
Vini, liquori, aceti
Fiabe, conte, filastrocche
Turismo
novita'Scozia
Artigianato
Lingue, dialetti
Galateo
Arte, Musica, Storia, Fotografia
Mandaci un tuo ricordo
Vota i sondaggi
Regolamento e links importanti
Opinioni: progresso e tradizione
Motori di ricerca
Proponi un sito


ACQUISTI ON-LINE

peperoncino piatto di spaghetti spaghetti ristorante
titolo della storia della ricetta




I BUCATINI ALL'AMATRICIANA
( O MATRICIANA?)


La seguente storia (sarebbe meglio dire favola, forse) sulle origini dei bucatini alla Matriciana gentilmente concessaci dal sito:
"WWW.ALDOFABRIZI.SUPEREVA.IT"
ricette (e poesie culinarie)
di Aldo Fabrizi e la Sora Lella

Aldo Fabrizi



Perchè Matriciana e non Amatriciana Grandi discussioni sono sorte sul termine "Matriciana".
C'è chi sostiene che la ricetta sia di Amatrice (da cui Amatriciana), e chi, invece, ritiene che si tratti di un piatto romano.
In effetti, se si scava alla radice, si può notare come le differenze tra le due ricette siano notevoli: in bianco e senza cipolla ad Amatrice, con il sugo e la cipolla a Roma.
La ricetta in realtà nasce a Roma, e sono gli abitanti di Amatrice a crearne una "copia" riveduta e corretta.

Dice la tradizione che gli abitanti di Amatrice venivano a "svernare" a Roma, poichè il loro clima era molto rigido d'inverno.
Non c'erano grandi simpatie tra i Romani e gli Amatriciani, tanto è vero che a Roma girava una battuta, un po' pesante, con la quale si sosteneva che "gli abitanti di amatrice non potevano essere concittadini di Ponzio Pilato, poichè lui si era lavato le mani, mentre loro non si lavavano neanche quelle!".

L'origine del termine Matriciana è stato imputato a differenti motivazioni, che riportiamo di seguito:

  • 1) I pomodori* usati per il sugo venivano conservati fin dai tempi dei Romani in speciali otri, o vasi, che in latino son detti "matara". D'altronde il "matraccio" e' a tutt'oggi un recipiente in vetro dal collo lungo che trova uso in chimica. (Se vi raccontano questa versione ricordate che i pomodori sono arrivati in Occidente solo dopo la scoperta del'America)

  • 2) L'origine degli spaghetti alla "matriciana" si perde pero' nella notte dei tempi, quando ancora le sorti dell'umanita' erano rette dall' istituto del "matriarcato". Ed erano un piatto usato solo in riti molto particolari ch e si svolgevano durante il solstizio d'inverno tra i monti dell' alto Lazio; da cui i maschi erano non solo esclusi, ma del tutto all'oscuro.

  • 3) Nel sugo, infine, aveva grande parte la "matricale", una pianta erbacea aromatica delle composite con infiorescenze a capolino, simili a piccole margherite, raccolte in corimbo.
    Il suo uso purtroppo e' ormai fuorimoda in questa brutta societa fastfood, ma la sua impronta e' rimasta incisa nel nome. Stà di fatto che la "Matriciana" è una variante della cosiddetta "Gricia", ricetta degli antichi pastori romani (e non Amatriciani, visto che Amatrice ancora non esisteva...), fatta con guanciale e salsicce a pezzi.
la ricetta


peperoncino rosso I/2 chilo di bucatini, 150 g di guanciale ( se non e'guanciale pare che non si possa chiamarla Amatriciana), un cucchiaio di olio di oliva extravergine, vino bianco secco, 6 o 7 pomodori maturi (San Marzano o pomodori pelati), un pezzetto di peperoncino ( o piu', se vi piacciono piccanti), 100 g di pecorino romano grattugiato, sale.

Ungete la padella col cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva e rosolate il guanciale tagliato a dadini, col peperoncino.
Spruzzate col vino bianco, poi togliere il guanciale per togliere l'eccesso di olio e per non farlo seccare troppo. Unite i pomodori tagliati a fettine e senza semi (per togliere meglio le bucce si fanno sbollentare e poi si tagliano).
Dopo 2 o 3 minuti aggiungere il pomodoro, rimettete dentro i pezzetti di guanciale e togliere il peperoncino. Rimescolate ancora per pochissimo. Lessare la pasta e scolarla al dente. Metterla in una ciotola aggiungendo il pecorino grattugiato. Aggiungere la salsa ottenuta e mescolare. Guarnite con altro pecorino, se volete.



Proponi
un sito
E-mail Homepage (frames)
Homepage (no frames)
©Copyright 2000-All rights reserved
linea colorata di divisione