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Lo assaporiamo, ne rimaniamo deliziati, eppure spesso non
sappiamo come
si possa ottenere un cosi' gustoso cibo.
ORIGINI DEL FORMAGGIO
E' uno dei cibi piu' antichi della storia: le vacche erano gia' allevate e munte
nell'Antico Egitto, anche se le prime pecore furono addomesticate quasi 12 mila anni fa.
Gli Egiziani probabilmente raccoglievano il latte in sacche di pelle, ceramica o legno
che ne accelerava la fermentazione.
Ne esistono cosi' tante varieta' che in Italia
soltanto quasi ogni provincia puo' vantare i suoi formaggi di zona.
Molti dei formaggi italiani discendono dall'arte casearia della Magna Grecia o dell'Impero
Romano.
Il formaggio veniva consumato accompagnato o mischiato con farina, miele, aceto, uva
passita
e mandorle; i romani, invece, lo condivano con delle erbe come il timo, il pepe, i pinoli e i
frutti secchi.
In Europa si comincio' a produrre formaggio prima col latte di pecora e di capra, poi con
quello di vacca e anche con quello di renna e di bufala.
Nel Medioevo, grazie alle Comunita' religiose e alla loro capacita' di tramandare le
tradizioni agricole e migliorarle, l'arte casearia si sviluppo' ulteriormente, dando origine a
nuovi formaggi (il formaggio era un'alimento permesso durante i giorni di divieto della carne).
I metodi dell'arte casearia furono anche importati in America con la colonizzazione della stessa.
Nell'Ottocento, grazie a Louis Pasteur, il microbiologo francese che invento' la
pastorizzazione, dando il via a cambiamenti dei processi di produzione del formaggio, rendendolo
igienicamente anche piu' sicuro.
IL FORMAGGIO
Il formaggio e' il prodotto che si ottiene in seguito alla coagulazione di latte intero o
parzialmente scremato oppure di crema.
Il latte usato puo' essere da vacca, capra, pecora o
bufala e,
a volte, puo' essere una miscela
di questi diversi tipi di latte.
IL GUSTO
Il sapore del formaggio e' determinato dalla composizione chimica del latte e, in particolare,
dalla sua qualita'. Se il latte viene rovinato, inquinato da fattori esterni, come la mancanza
di igiene o pulizia nella stalla o nel luogo di lavorazione,la sua qualita' sara'
pregiudicata.
LA TRASFORMAZIONE
Per evitare fermentazioni o sviluppo di microorganismi indesiderati oggi vengono
utilizzati la pastorizzazione del latte o la refrigerazione.
Il processo base della trasformazione del latte in formaggio e' la coagulazione, cioe' la
separazione di un agglomerato proteico (la cagliata),
da un liquido (il siero).
LA COAGULAZIONE
La coagulazione puo' avvenire per acidificazione o per aggiunta di un
enzima (caglio o rennina) che si ricava dallo stomaco dei vitelli o dei ruminanti.
Oltre che col caglio il latte puo' essere inseminato con microorganismi naturali o
selezionati il cui sviluppo determina alcune caratteristiche del formaggio che si vuole
produrre come nel caso delle tipiche muffe nel gorgonzola.
Dalla coagulazione in grosse caldaie di rame o acciaio, si forma la cagliata, agglomerato
proteico, elastico, ricco d'acqua, nel quale restano rinchiusi i grassi del latte e altre
sostanze.
La cagliata viene tagliata con lo spino, attrezzo di dimensioni variabili a seconda del tipo
di formaggio che si voglia produrre (a pasta dura, molle o semidura).
Viene lasciata a riposo nel siero o cotta a seconda del tipo di formaggio da produrre.
LA MESSA IN FORMA
Dopo 20/30 minuti di riposo la cagliata viene estratta e messa in forma dove, a volte,
vien epressata per aumentare lo spurgo.
LA SALATURA
Le forme poi vengono salate, per aumentare il sapore e anche per facilitare la
conservabilita'.
La salatura viene fatta a secco, cioe' spargendo il sale a mano sulle forme oppure in
salamoia, per tempi variabili da qualche ora a qualche settimana.
LA MATURAZIONE O STAGIONATURA
Comincia ora il periodo di stagionatura che varia da formaggio e formaggiosia per durata che
per condizioni ambientali: in questa fase si verificano modificazioni a carico dei principali
costituenti, cioe' i grassi, le proteine e il lattosio, con la formazione di quelle sostanze
che conferiranno specifiche caratteristiche organolettiche al formaggio
I FORMAGGI DOP (D'ORIGINE PROTETTA)
Asiago
Bitto
Bra
Caciocavallo Silano
Canestrato Pugliese
Casciotta d'Urbino
Castelmagno
Fiore Sardo
Fontina
Formai de Mut Dell'alta Valle Brembana
Gorgonzola
Grana Padano
Montasio
Monte Veronese
Mozzarella di Bufala Campana
| Murazzano
Parmigiano Reggiano
Pecorino Romano
Pecorino Sardo
Pecorino Siciliano
Pecorino Toscano
Provolone Valpadana
Quartirolo Lombardo
Ragusano
Raschera
Robiola di Roccaverano
Taleggio
Toma Piemontese
Valle d'Aosta Fromadzo
Valtellina Casera |
VEDI ANCHE:
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NOME |
ZONA DI PRODUZIONE |
SITI PROPOSTI
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ASIAGO |
Padova, Verona, Vicenza, Trento |
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INFORMAZIONI UTILI
IL FORMAGGIO ASIAGO DOP.
Il formaggio Asiago Dop è un grande alimento italiano, riconosciuto ed apprezzato anche
all'estero. E' prodotto solo con metodologie rispettose di una millenaria tradizione ed
esclusivamente nelle zone stabilite dalla legge con latte raccolto in loco da mucche la
cui alimentazione è rigidamente controllata.
L'Asiago ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP) nel 1996, ciò significa che
l'Asiago da oggi non è più solamente garantito dal Consorzio Tutela, ma anche da Certi
Asiago srl, organismo riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole che certifica il
rispetto dei metodi tradizionali di produzione, dall'allevamento al caseificio, al prodotto
finito.
Il formaggio Asiago viene prodotto in due tipi diversi: pressato (fresco) e d'allevo
(stagionato). Due sapori dovuti non solo al periodo di stagionatura, ma alla differente
lavorazione.
L'Asiago pressato è un prodotto relativamente recente, nasce dopo la Prima Guerra Mondiale e
prende nome dalla pressatura che la forma subisce. E' ottenuto con latte di vacca intero ed è
maturato per 20-40 giorni. La sua caratteristica è il sapore dolce e fragrante di latte appena
munto.
L'Asiago D'Allevo è il prodotto più tradizionale. Si ottiene con latte di vacca scremato e la
sua stagionatura va dai 3 ai 12 mesi ed oltre. In questo periodo il sapore passa dal dolce al
saporito al leggermente piccante. A 6 mesi il formaggio si fregia del titolo di "mezzano",
oltre l'anno è detto "vecchio".
Quanto alla compagine dei produttori, sono 66 i caseifici e 14 gli stagionatori aderenti al
Consorzio di Tutela dell'Asiago DOP.
Vedete anche le Fiere e altre Manifestazioni di Settembre e Ottobre legate alla produzione dell'Asiago
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BITTO |
Sondrio, Bergamo |
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Ha origini celtiche, come il nome che significa "eterno". E' un formaggio vaccino
grasso, a pasta semicotta, dolce e compatta, semidura o dura, dal sapore dolce e delicato, che diventa
sempre piu' forte con l'avanzare della stagionatura.
Quello fresco viene usato per la realizzazione della ricetta dei pizzoccheri alla
Valtellinese, ha un sapore particolare e unico.
Prodotto esclusivamente in alpeggio da latte vaccino e un poco di latte caprino (10% massimo).
Si puo' consumare fresco, finche' la pasta e' ancora morbida, ma anche stagionato (circa 6 mesi in grotta)
quando la pasta e' piu' dura e simile al Parmigiano.
(Da latte vaccino e caprino, intero, crudo)
Stagionato a lungo (dagli 3 agli 8 mesi a temperature da cantina per quello da tavola; oltre
2 anni per il grattugiato), invece, s'ammorbidisce talmente da sciogliersi in bocca.
Ha forma cilindrica, con facce piane; la crosta del bitto e' sottile, giallastra e si scurisce col
tempo. E' un formaggio da tavola, ma anche da grattugia.
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BRA |
Torino, Cuneo |
|
Gia' nel '300 il Bra stagionato veniva acquistato dai Genovesi per
la realizzazione del pesto.
E' un formaggio saporito di sapore e consistenza varia a seconda del
periodo di stagionatura.
Il Bra tenero (da taglio), viene fatto stagionare 45 giorni, il
Bra duro, dalla stagionatura di minimo 6 mesi e il Bra nostrale
che viene prodotto in alpeggio durante l'estate (meno diffuso).
(Da latte vaccino con aggiunta di latte ovino, caprino, scremato, crudo)
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CACIOCAVALLO DELLA SILA |
Avellino, Bari, Benevento, Brindisi, Campobasso, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Crotone,
Isernia, Matera, Napoli, Potenza, Taranto |
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(Da latte vaccino intero). E' una varieta' di caciocavallo prodotto ancora in modo artigianale in
varie parti del sud. Gia' in piena Magna Grecia, gli allevatori di vacche dell’altopiano della
Sila producevano questo formaggio vaccino semiduro a pasta cruda filata e morbida, omogenea
e compatta, dal grande aroma, ancor oggi lavorato nelle province di Crotone,
Catanzaro, Cosenza, Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Isernia, Campobasso, Bari,
Taranto, Brindisi, Matera e Potenza. Il suo sapore va dal dolce al piccante, a seconda del
grado di stagionatura raggiunto (dai 15 giorni fino ai 5 mesi). Il nome di questo formaggio,
Doc soltanto dal 1993, che ha sapore aromatico e dolce, ma piccante se stagionato a lungo,
prende origine dall’uso solito di appendere le forme a cavallo d’un bastone orizzontale. Le
forme più fresche possono essere cotte in padella, a fette; le più stagionate sono buone anche
grattugiate. Ha forma sferica, ovale o troncoconica, con o senza testine (dipende dal luogo di
sua produzione); peso di 1-2,5 kg; la crosta è sottile e di colore paglierino intenso.
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CANESTRATO PUGLIESE | Foggia |
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Pecorino il cui nome deriva dal fatto che viene fatto stagionare in
canestri di giunco intrecciato (le "fiscelle"),
cosi' da prenderne la forma.
La scorza risulta marrone (su di essa rimane la forma del canestro), tendente al giallo, e' dura,
spessa e viene unta con olio di oliva.
E' a pasta dura non cotta, salata a secco o in salamoia, color giallo-paglierino ed e'
ottenuto da latte intero di pecore pugliesi discendenti dalla razza merinos.
Il sapore e' piccante sempre piu' marcato manmano che la stagionatura progredisce.
Il canestrato di Guffanti passa un anno in grotta. Il sapore e'
forte e piccante. (Da latte ovino, intero, sia crudo
che pastorizzato).
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CASCIOTTA D'URBINO |
Pesaro |
CASERA DELLA VALTELLINA | Sondrio |
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Simile al Bitto fresco, si consuma dopo poche settimane di stagionatura.
E' un formaggio stagionale che esclude l'estate.
(Da latte vaccino, scremato, crudo)
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E' un formaggio tipico della provincia omonima, a cui è stata data la Doc
nel 1996. Famoso anche perche' sulle tavole di Papa Clemente XIV e di Michelangelo Buonarroti
non mancava mai: l’artista, anzi, si decise persino ad acquistare terreni e fattoria nei
pressi di Urbinia, proprio per produrre autonomamente questo tipo di caciotta composto da
latte ovino (70-80%) e vaccino (20-30%). A pasta friabile e semicotta, ha una pasta di
colore bianco paglierino e un sapore dolce; la sua crosta è sottile, paglierina,
che diventa più intensa con l’età. La forma è cilindrica ed ha un peso variabile
dagli 800 ai 1500 grammi. Salato manualmente, generalmente a secco,
viene portato a maturazione in circa 30-45 giorni in ambiente fresco e umido.
Altri sistemi di stagionatura prevedono il rivestimento della forma con foglie di
noci e la sua sistemazione in piccole botti insieme a foraggio secco
e foglie di castagno, per conferire al formaggio tipici
e particolari aromi erbacei.
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CASTELMAGNO |
Cuneo |
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E' una vera rarita'. Puo' essere consumato fresco o stagionato, anche erborinato.
Quello stagionato ha un sapore veramente molto intenso ed e' da intenditori.
(Da latte vaccino, ovino, caprino, scremato)
Un tempo abbondante, dopo l’ultimo
conflitto mondiale ed il relativo spopolamento delle
campagne, il Castelmagno prodotto nella provincia
di Cuneo, è reperibile sui mercati in una quantità
davvero esigua (500 quintali all’anno, la più bassa
per un formaggio italiano Dop). Questo alimento,
che prende nome da un soldato romano che difese la
fede cristiana e morì da martire, onorato in un santuario locale, nacque intorno alla metà del
1100: è un formaggio vaccino (con aggiunte di latte ovino e caprino) semigrasso, pressato a
pasta semidura, erborinata (con presenza spontanea di muffe), ha sapore fine, delicato e poco
salato da giovane; forte, intenso e piccante in quello stagionato (da 2 a 5 mesi), quando ha
avuto il tempo di sviluppare tutte le sue qualità. Ha forma cilindrica, diametro di 15-25 cm
(scalzo 12-20 cm) e peso di 2-7 kg. La sua crosta è sottile, liscia elastica e regolare, giallo-rossastra
quando è giovane; rugosa e scura quando ha subito una lunga stagionatura. Si consuma
come formaggio da tavola.alti, pan che canti, formaggio che pianga. (Popolare)
|
FIORE SARDO |
Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari |
I pastori sardi producevano questo formaggio gia' prima della conquista militare da parte
dei Romani. Veniva prodotto con il latte delle pecore autoctone di origini antiche e veniva
aggiunto un caglio profumato fatto con il succo di piante selvatiche, come il cardo.
Questo formaggio era ampiamente richiesto dai Genovesi gia' nell'800 per la preparazione
del pesto.
Ha la forma di due tronchi di cono schiacciati, uniti per la base maggiore e la crosta
secca e' di color marrone scuro.
Il sapore e' deciso e piu' avanza la stagionatura piu' il gusto piccante si intensifica:
entro i primi 6 mesi di stagionatura va bene in tavola, dopo e' ottimo da grattugiato.
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FONTINA |
Aosta |
|
Formaggio assolutamente unico e versatile per modo di consumo.
Tipico delle montagne valdostane, usato qui per la realizzazione della "polenta concia"
(tipico piatto valdostano: polenta posta in forno con burro e fette di fontina;
vedi ricetta).
(Da latte vaccino intero)
Anche se gli esperti la considerano più antica, la Fontina della Valle d’Aosta,
uno dei formaggi vaccini italiani più noti e apprezzati, sale agli onori delle cronache scritte
soltanto nel ‘700. Ha ottenuto la Doc fin dal 1955, ha pasta semicotta molle e grassa e media
stagionatura (3 mesi); ha sapore armonicamente caratteristico, dolce, fondente in bocca e ben
si presta ad essere impiegata in cucina, come condimento, per farcire, o ad essere servita fre-sca
in tavola: rappresenta infatti l’ingrediente cardine della fonduta valdostana, insieme a latte
e tuorli d’uovo (indispensabili per evitare che la crema di formaggio si raggrumi). La sua forma
è cilindrica, il diametro è di 30-40 cm (scalzo 7-10 cm), per un peso di 8-18 kg; la crosta è giallo ocra, compatta, sottilissima.he salti, pan che canti, formaggio che pianga. (Popolare)
|
FORMAI DE MUT DELL'ALTA VAL BREMBANA |
Bergamo |
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Nella lingua locale il suo nome vuol dire “formaggio
di monte” (o, meglio ancora, “di alpeggio”), e segnala quei fertili e incontaminati
pascoli estivi a quota elevata dove si ottiene un alimento di grande pregio e gusto. Formaggio
grasso a pasta semicotta, prodotto con latte di vacca intero nei 21 comuni dell’Alta Val
Brembana in provincia di Bergamo, gli viene riservato un trattamento di media e lunga
stagionatura (fino a circa 4 mesi, ma comunque non inferiore a 40 giorni; se poi la stagionatura
si protrae fino ad un anno, la sua pasta si indurisce e il formaggio è da grattugia). Risultato?
Un alimento delicatissimo, non piccante né salato, forse il formaggio di montagna lombardo
più prestigioso, che vanta la Doc dal 1985. Il suo grasso minimo è intorno al 45%. Ha forma
cilindrica, con facce piane, del diametro di 30-40 cm (scalzo 8-l0 cm) e peso di 8-12 kg; la
crosta è liscia, sottile, di colore paglierino tendente al bruno-grigio col passare del tempo.
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FROMADZO DELLA VALLE D'AOSTA |
Aosta |
Formaggio anche insaporito da erbe locali e semi aromatici.
(Da latte vaccino scremato)
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GORGONZOLA
 |
Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Lodi, Milano, Novara, Pavia, Vercelli |
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INFORMAZIONI UTILI
Il GORGONZOLA e' un formaggio inconfondibile e il
nome ricorda una cittadina lombarda dove si dice sia nato.
Le piccole venature grigio-verdi-bluastre sono causate dallo sviluppo di muffe
specifiche che vengono introdotte nel latte prima della lavorazione; sono queste a
dare il sapore particolare al formaggio.
La crosta e' compatta e dura. I tipi commerciali di Gorgonzola sono 2: quello
cosiddetto "dolce", a pasta cremosa e sapore meno forte e
il "naturale", piu' stagionatoa produzione limitata, con maggiore
presenza di erborinatura con diffuse venature verde-bluastre, pasta piu' consistente e
sapore piccante.
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GRANA PADANO |
Alessandria, Asti, Bergamo, Bologna, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara,
Forlì, Lodi, Mantova, Milano, Novara, Padova,
Pavia, Piacenza, Ravenna, Rovigo, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Varese,
Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza |
WWW.GRANAPADANO.IT
|
INFORMAZIONI UTILI
Quella del GRANA PADANO e' la produzione piu' imponente del settore caseario lombardo.
La produzione di questo formaggio - circa 530.000 quintali pari a
1.700.000 forme - è sicuramente la più importante in Lombardia ed in particolare nella Valle Padana.
Le caratteristiche
organolettiche variano a seconda dell'alimentazione del bestiame.
E' nato ad opera dei cistercensi intorno all'anno mille ed era molto apprezzato sia durante i
banchetti delle corti rinascimentali sia nelle ricette della gastronomia popolare.
Molti prediligono il Vernengo, Grana che si ottiene, in inverno, dal latte delle
mucche alimentate col fieno.
Le caratteristiche ottimali sono nel Grana prodotto in primavera.
Il grana e' tipicamente a pasta semigrassa, compatta e granulosa (di color paglierino) e
tipica e' la rottura del formaggio in scaglie.
La crosta e' dura, liscia, spessa, di colore paglierino e presenta la tipica marchiatura di
garanzia. Il suo aroma e' caratteristico, il sapore e'
deciso ma non piccante e la stagionatura non e' inferiore agli 8 mesi.
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MONTASIO |
Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Trieste, Treviso, Venezia, Udine |
Formaggio dal sapore pieno, moderatamente piccante, che si fa piu' intenso col prolungarsi
della stagionatura. (Da latte vaccino, scremato , crudo o pastorizzato).
Secondo la leggenda, i buongustai che amano il Montasio devono rendere
onore ad un anonimo monaco del convento di Moggio che nel ‘200 s’inventò il modo di rica-varlo
dalle vacche locali. Nato dapprima sulle montagne, poi, a inizio ’900 lavorato anche
nelle pianure, siffatto formaggio dolce e aromatico (leggermente piccante se invecchiato), a
pasta grassa, semidura, gialla, elastica e compatta, oltre che una gioia dei palati, è un vero e
proprio patrimonio e rappresenta nel Friuli Venezia Giulia e nelle province di Belluno, Treviso,
Padova e Venezia il formaggio per eccellenza, sia da tavola che da grattugia. A seconda del
tempo impiegato a produrlo, viene distinto in: fresco (stagionatura minima di 2 mesi), mezza-no
(di 4-10 mesi) o stagionato (oltre un anno d’invecchiamento). Ha forma cilindrica, del dia-metro
di 30-40 cm (scalzo, 6-10 cm), per un peso di 5-9 kg. Ha una crosta ben formata quan-do
è invecchiato; appena accennata ed elastica quando è giovane. |
MONTE VERONESE |
Verona |
|
Questo eccellente formaggio veronese a pasta semicotta ha radici medievali ed ha ottenuto la sua Denominazione d’Origine
Controllata nel 1991. È commercializzato (come l’Asiago) in due tipi, che si differenziano per la stagionatura e il contenuto in
lipidi: quello a latte intero è dolce e delicato ed ha un 44% di grassi; per l’altro, più tradizionale
e piccante, detto “d’allevo” (vale a dire con latte parzialmente scremato), maggiormente
invecchiato, i grassi scendono al 30%. La sua stagionatura va da 6 mesi ai 2 anni. Prodotto
tutto l’anno con latte di vacche autoctone, ha forma cilindrica, con un diametro di 30 cm (scalzo,
10 cm), per un peso di 7-8 kg. La sua crosta è scura, dura, secca; la pasta è compatta, di
color giallo paglierino se prodotta in estate, bianca se ricavata in pieno inverno.
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MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA |
Benevento, Caserta, Frosinone, Latina, Napoli, Roma, Salerno |
WWW.AMALFI-PAESTUM.COM/
"Benvenuti nel tempio della mozzarella di bufala campana"
WWW.MOZZARELLADIBUFALA.ORG
Sito dell'Organizzazione che si prefigge di segnalare ai clienti la
mozzarella di bufala migliore reperibile sul mercato.
WWW.MOZZARELLADOP.IT
Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana è stato costituito
nel 1993 al fine di valorizzare in tutto il mondo un prodotto genuino ottenuto tramite una
accurata lavorazione tradizionale.
WWW.AMUZZARELLA.IT
Vendita on line di prodotti tipici campani quali la vera mozzarella di
bufala, le sfogliatelle e il limoncello.
MOZZARELLA CAMPANA
Notizie tecniche e belle immagini nel nuovissimo sito sull'agricoltura campana.
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MURAZZANO |
Cuneo |
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PARMIGIANO REGGIANO |
Bologna, Mantova, Modena, Parma, Reggio Emilia |
|
Il Parmigiano reggiano puo' vantarsi di aver avuto famosi ammiratori del
passato come Boccaccio, Molière, Diderot.
Il Parmigiano e' un formaggio vaccino semigrasso, a pasta dura, cotta e non pressata, a
lenta maturazione e mostra una struttura minutamente granulosa, friabile e particolarmente
solubile.
La crosta e' scura e oleata (o giallo naturale), dura e spessa, e una stagionatura di
almeno 12 mesi.
Per la produzione viene impiegato il latte di due mungiture: quella serale e quella mattutina.
|
PECORINO ROMANO |
Cagliari, Grosseto, Latina, Nuoro, Oristano, Roma, Rieti, Sassari, Viterbo |
Formaggio antichissimo che era gia' nella dieta dei legionari romani in
guerra.
Prodotto con latte ovino di greggi laziali, sarde e grossetane scremato, il pecorino romano viene prodotto
specialmente in Sardegna.
E' molto saporito e con la stagionatura diventa piccante. Sostituito al parmigiano puo'
essere usato come eccellente condimento della pasta.
Ottimo nei bucatini alla Matriciana o Matriciana (vedi
ricetta)
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PECORINO SARDO |
Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari | |
E' un formaggio dal sapore aromatico e gradevolmente piccante,
con pasta piuttosto morbida.
E' commercializzato in due tipi: il "dolce" a pasta morbida, con l'etichetta
verde e il "maturo", a pasta cruda o semicotta, stagionato diversamente e ,a volte,
affumicato, con l'etichetta blu, e' un formaggio ovino a pasta dura e compatta, salata a secco.
lo si consuma fresco a tavola e in cucina e se stagionato e' ottimo grattugiato.
(Da latte intero ovino)
|
PECORINO SICILIANO |
Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani, Messina |
|
Altro formaggio dagli antichi natali, e' anche il piu' antico di tutti i formaggi
siciliani.
Veniva lodato gia' dai Greci, e' a pasta dura, compatta, cruda, con sapore piccante e
profumo persistente, con stagionatura di 4-8 mesi; e' comunque realizzato in forme diverse, a
seconda di dove venga prodotto.
Se e' fresco e non salato viene chiamato "Tuma"; quando viene salato viene
chiamato "Primosale"; al termine della stagionatura (per un massimo di 2 anni) in
canestri di giunchi intrecciati e si chiama "Canistratu" o anche "Tumazzu".
Se poi si aggiunge il pepe si ha il "pepato", che viene consumato sia fresco che
stagionato.In quello stagionato la pepatura e'abbondante e il gusto e' forte e piccante.
(Da latte ovino intero)
|
PECORINO TOSCANO |
Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Perugia, Pisa, Pistoia,
Prato, Siena, Terni, Viterbo |
|
Viene prodotto in diverse zone della Toscana ed è presente sul mercato
in una versione
semifresca e in quella stagionata. (Da latte ovino, intero, crudo o pastorizzato). C'e' anche
da caglio vegetale. L’arte casearia degli Etruschi è alle spalle di questo alimento ovino
apprezzato e richiesto nelle cucine della vicina Roma, che ebbe per estimatori illustri papa Pio
II e Lorenzo de Medici. Prodotto in Toscana e nelle province di Perugia e Viterbo, ha una stagionatura
variabile da 20 giorni (per il tipo tenero) a 4 mesi (tipo a pasta dura); la pasta è
tenera o semidura, il colore è bianco-paglierino, la struttura compatta, il sapore fragrante e
caratteristico, delicato e intenso, che non presenta la tipica piccantezza degli altri Pecorini: al
contrario, rivela un gusto dolce, leggermente piccante e aromatico che non assume mai un
gusto decisamente piccante, neanche dopo lunga stagionatura. Ha forma cilindrica, a facce
piane, con un diametro di 15-22 cm (scalzo 7-11 cm), e peso di 1-3 kg. La crosta è gialla,
con tonalità che vanno dal dorato al paglierino; il suo consumo è da tavola o da grattugia.
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PROVOLONE DELLA VAL PADANA |
Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Milano, Padova, Piacenza, Rovigo, Trento, Verona,
Vicenza | |
INFORMAZIONI UTILI
È un formaggio a pasta filata che si presenta con delle forma caratteristiche:
tronco-coniche,
a pera, a salame, a mandarino e cilindriche.
Le caratteristiche organolettiche del provolone padano variano a seconda del tipo
di caglio usato: ha un'aroma piu' dolce se si utilizza caglio di vitello, piu' piccante con
caglio di capretto e agnello.
Sul mercato si trova anche quello affumicato.
Può subire anche stagionature diverse: per il tipo dolce la durata è di
circa 3 mesi, per quello piccante da 6 mesi ad un anno.
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QUARTIROLO LOMBARDO |
Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Milano, Pavia, Varese |
|
INFORMAZIONI UTILI Il QUARTIROLO e' un formaggio dalla caratteristiche
simili a quelle del taleggio, anche se piu' magro e meno stagionato. La crosta e' irregolare
piuttosto spessa
di colore grigio-verdastro; la pasta e' biancastra, asciutta e friabile.
Il sapore, tipico dei formaggi piu' freschi, ricorda quello del taleggio anche se meno
spiccato e saporito.
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RAGUSANO | Ragusa, Siracusa |
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E' una varieta' particolare di caciocavallo a pasta filata, dalla forma rettangolare (unica in europa).
Subisce una stagionatura di
molti mesi prima di ottenere il sapore piccante che gli e' tipico. (Da latte vaccino intero)
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RASCHERA | Cuneo |
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Presente tutto l'anno nei nostri mercati, e' un formaggio dal sapore forte,
dalla forma sia quadrata che rotonda. C'e' anche un Raschera di alpeggio.
(Da latte ovino, vaccino, caprino, intero, crudo o pastorizzato)
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ROBIOLA DI ROCCAVERANO |
Alessandria, Asti |
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Ottima robiola da consumare fresco o stagionato. (Puo' essere di latte di capra o di latte misto).
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TALEGGIO |
Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Pavia, Treviso |
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INFORMAZIONI UTILI
È uno dei formaggi più tipici della Lombardia, il cui nome deriva dalla Val
Taleggio,
nell'Alta Bergamasca, dove sembra sia iniziata la sua produzione.
Il taleggio si presenta con una crosta di colore bruno chiaro rosato eventualmente delle
striature
dovute a muffe di colore azzurro o grigio.
Un indice del grado di maturazione e' la consistenza della pasta: infatti subito sotto la
crosta
la pasta è molle e cremosa, di colore paglierino, mentre verso l'interno risulta piu'
compatta, friabile e di colore bianco.
Man mano che procede la maturazione aumenta la cremosità del prodotto.
Se la forma è molto matura si ha un odore caratteristico piu' pungente e un sapore piu'
aromatico.
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TOMA PIEMONTESE |
Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli |
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Produzione casearia tra le più tipiche delle valli piemontesi. Si puo' trovare la Toma da latte intero
(pasta morbida) e da latte scremato (pasta meno morbida e dal sapore piu' forte).
(Da latte vaccino, intero o scremato , crudo o pastorizzato)
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FINALMENTE I RISTORANTI AL FORMAGGIO!!!
La mucca e' pazza, l'acqua minerale e' quasi un'arma biologica, il pesce e' al
mercurio, i maiali sono stati fatti impazzire e i tacchini pure (in fondo l'abbiamo sempre
sospettato...).
In questo scenario tragicomico ( certo molto piu' tragico che comico )
un'alimento sembra uscirne indenne: IL FORMAGGIO! Cosi' alcuni gestori di ristoranti
hanno avuto l'intuizione geniale.
Complimenti e tanti auguri da parte nostra!
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